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09 June 2015 -

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01 June 2015 -

Regium Lepidi, l’antica citta’ Romana rivive digitalmente ai Musei Civici in un nuovo museo virtuale permanente

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La Cyber-Archeologia arriva a Reggio Emilia: Regium@Lepidi-Project 2200!
Il 30 Maggio 2015 nei Musei Civici di Reggio Emilia si inaugura il Museo Virtuale Regium@Lepidi-Project 2200


Il Regium@Lepidi 2200 e’ un progetto internazionale sulla ricostruzione virtuale della città Romana di Regium Lepidi (Reggio Emilia), nato grazie alla collaborazione fra Duke University (USA, una delle migliori università al mondo), i Musei Civici di Reggio Emilia e il Lions Club Reggio Emilia Host “Città del Tricolore”. 
Dopo oltre due anni di lavoro, in parte a Reggio Emilia ma in gran parte presso i laboratory Dig@Lab a Durham, negli Stati Uniti, vede la luce il Museo Virtuale sulla città Romana ospitato nei Musei Civici di Reggio Emilia

In Europa è il primo museo virtuale con questa impostazione concepito all’interno delle attuali collezioni archeologiche. È progettato secondo un approccio interattivo dove i visitatori sono stimolati a conoscere la realtà del museo attraverso un processo cinestetico di reciproca interazione. L’impostazione del museo virtuale dentro quello reale è particolarmente stimolante perché crea un forte rapporto fra gli oggetti del museo, la collezione tangibile, il suo invisibile contesto storico (la città,intangibile) e le nuove percezioni immersive dei manufatti derivanti dalla dimensione virtuale.
Questa nuova narrazione digitale trasforma la tradizionale tassonomia archeologica in contestualizzazione con potenziali interelazioni fra oggetti e l’ambiente circostante. In tal modo oggetti e siti si incorporano all’interno e all’esterno del museo offrendo una più ampia narrazione storica. Lo scopo finale è di aprire nuove e molteplici prospettive nell’immaginazione virtuale della città piuttosto che scegliere una ricostruzione perentoria e indiscutibile. Il progetto implica un approccio interdisciplinare, già utilizzato per analoghi
casi di studio, e richiede l’integrazione di diverse specializzazioni,dall’archeologia alla geologia, dalla topografia al telerilevamento.
La ricerca si è basata su dati noti e pubblicati e d’archivio ma ha prodotto nuovissime interpretazioni sul tessuto urbano della città. In particolare risulta evidente come in età imperiale fra primo e secondo secolo d.C. l’impianto urbano si sia evoluto in modo sontuoso con edifici di pregio e con una certa ostentazione dell’arredo architettonico. In duemila anni lo sviluppo della città di Reggio Emilia è profondamente influenzato dall’originale piano urbanistico romano. È una sorta di DNA architettonico e urbano.

Scienza interpretazione e immaginazione 
L’estensione e i confini della città Romana potrebbero essere ricostruiti sulla base della centuriazione che ancora caratterizza l’ordito stradale e dalla discontinuità tra pavimentazione basolata e glareata lungo la Via Emilia. Fra la fine del primo secolo a.C. e il secondo d.C. Reggio conobbe un notevole sviluppo urbano coincidente con un periodo di prosperità economica. Un considerevole rinnovamento urbano ebbe luogo nel centro dove case private al nord del foro furono demolite per fare spazio ad una grande basilica e forse ad altri edifici pubblici. La tecnica di pavimentazione delle case private nell’epoca repubblicana (cocciopesto) fu sostituita soprattutto da pavimenti in mosaico. In quest’epoca alcune delle più ricche residenze furono dotate con bagni termali a dimostrazione dell’alto tenore di vita raggiunto dai loro proprietari.
Per rendere tutto ciò visibile nella simulazione virtuale sono stati creati flussi di vapore in corrispondenza dei resti archeologici dei bagni termali. Nessun edificio per spettacoli è stato sino ad oggi rintracciato a Reggio anche se ne presuppone l’esistenza. Sono atti anche ricostruiti un teatro ed un anfiteatro sulla base di un recente studio topografico. Per dare trasparenza a questa simulazione i resti di alcuni edificisono stati incorporati nello scenario del Foro sovrapponendo dati archeologici con l’ipotetica ricostruzione virtuale. Allo stesso tempo il progetto mira a ricomporre la città Romana ed attuale in un unico spazio urbano con lo scopo di stimolare gli abitanti a ripensare lo spazio da loro abitato ed immaginare duemila anni di storia e trasformazioni urbane. 

Le installazioni 
Il percorso del museo virtuale si articola in diverse installazioni virtuali che utilizzano tecnologie innovative per la prima volta presentate al grande pubblico come i caschi immersivi OculusRift, le postazioni olografiche di Z-space, le proiezioni 3D di Dreamoc, i QR code in realtà aumentata e la visualizzazione stereo-immersiva del paesaggio archeologico.

REGIUM@LEPIDI 
Questa installazione offre al visitatore una panoramica complessiva del paesaggio di Reggio in età Romana. L’applicazione simula un modello in macro scala del paesaggio e del terreno a volo d’uccello. Lo spettatore può percorrere il paesaggio,caratterizzato da una suddivisione quasi uniforme del terreno, che parte dal centro della città in corrispondenza dell’intersezione delle principali strade (la via Emilia e il cardo massimo). Da lì si può ritornare ai giorni nostri per osservare I cambiamenti del paesaggio nei secoli. È un’occasione importante per comprendere come i rapporti di spazialità si sono evoluti nel tempo, dato che molti di questi aspetti non sono ormai riconoscibili. Mentre la via Emilia è facilmente riconoscibile nel suo percorso rettilineo, l’originale reticolato urbano è difficilmente rintracciabile nel moderno impianto urbano. L’antico alveo del Crostolo è ancora identificabile lungo corso Garibaldi. La morfologia del terreno di età Romana è stata ricostruita sulla base di un Modello Digitale del Terreno (DTM).
Gli studi paleoambientali ipotizzano che il paesaggio naturale abbia subito pochi cambiamenti e che tali modifiche siano attribuibili all’azione dell’uomo. I valori altimetrici in corrispondenza di moderni manufatti di grandi dimensioni, come terrapieni,strade elevate e canali, sono stati rimossi dal DTM, mentre l’originario piano di calpestio della città antica - fino a 4 m più basso di quello attuale - è stato ricreato interpolando le quote dei sondaggi archeologici e geologici relative alle fasi romane. La configurazione urbanistica della città antica è stata ricreata con l’inserimento delle mappe archeologiche nel GIS (Sistema di Informazione Geografica). L’originale rete stradale è stata ipotizzata dagli studiosi sulla base di frammenti emersi nel periodo di ricostruzione post bellica. Le forme vettoriali del GIS (punti, line, poligoni) e il DTM modificato sono stati inseriti nel software di modellazione procedurale (City Engine) per riprodurre i quartieri della città e le case residenziali in modo automatico. 

FORUM@LEPIDI 
Offre una visione della vita quotidiana del foro Romano consentendo di passeggiare fra i monumenti pubblici originalmente localizzati nel centro di Reggio.“OculusRift”, il casco immersivo, permette all’osservatore di apprezzare su una scala reale i dettagli architettonici da una distanza più ravvicinata rispetto alla precedente applicazione. Simulazioni virtuali di siti antichi sono possibili anche con scarsi indizi archeologici purché il dato empirico sia chiaramente distinto dalla sua interpretazione. Le imponenti sostruzioni nei sotterranei del Credem furono spogliate dei loro marmi durante il Medioevo e nessuno di essi è stato rinvenuto in situ. D’altra parte alcuni frammenti di notevole pregio furono riutilizzati più tardi in altre costruzioni e sono ora esposti in questo museo. 

Z-Space 
Z-Space è una piattaforma olografica collaborativa per la realtà aumentata gestita da una penna digitale tridimensionale. Qui l’utilizzatore può esplorare e vedere il potenziale della propriocezione(il senso di come il nostro corpo è posizionato nello spazio) nell’esplorazione virtuale dei reperti archeologici. Questa è un’interazione collaborativa perché l’interazione dell’utente con gli occhiali stereoscopici viene proiettata su un monitor esterno attraverso una videocamera. Questo monitor mostra in realtà aumentata persone reali e oggetti virtuali nello stesso schermo. 

DREAMOC 
Questo è un monitor olografico 3D con un accesso in remoto che permette di caricare i contenuti virtuali. Il sistema mostra modelli tridimensionali dei reperti del museo e ricostruzioni virtuali visualizzate in un contenitore a tre dimensioni. Dal momento che può contenere un numero illimitato di modelli ed applicazioni AR (realtà aumentata) ed è regolabile in remoto (per esempio dal laboratorio della Duke University negli U.S.A.), è la piattaforma ideale per mostrare oggetti non inclusi in collezioni pubbliche (per esempio pezzi di museo non esposti)o non correttamente contestualizzate. 

REALTÀ AUMENTATA 
Per I visitatori del museo è stata sviluppata una nuova applicazione con Metaio (software per la realtà aumentata). Codici QR (Quick Response Code) saranno collocati vicino ad una selezione di oggetti più importanti della collezione Romana. Ogni utilizzatore con uno smart-phone o un I-Pad, dopo aver scaricato l’applicazione, sarà in grado di visualizzare modelli in 3D ed altri metadati associati.





Informazioni: Prof. Maurizio Forte 
Duke University, Department of Classical Studies, 233 Allen Building - Box 90103, Durham, NC 27708-0103

Lab: Bay 10 Rm A258 Smith Warehouse  - Telephone: 919-684-3244 - http://duke.academia.edu/MaurizioForte  http://sites.duke.edu/ccma/ 




Redattore: CARLA CONTI
Informazioni Evento

Data Inizio: 30 maggio 2015 
Data Fine: 30 maggio 2015 
Costo del biglietto: 
Prenotazione: Nessuna 
Luogo: Reggio nell'Emilia, Palazzo dei Musei 
Orario: inaugurazione ore 17.30 
Telefono: 0522 456816 
E-mail: musei@municipio.re.it 
Sito web: http://www.musei.re.it/sedi/palazzo-dei-musei/

Immersi nella Reggio Romana

29 May 2015 - Dalla pagine di Telereggio on line...


Visitare Reggio Emilia ai tempi dei Romani: lo permettono i caschi immersivi OculusRift, le postazioni olografiche di Z-space, le proiezioni 3D di Dreamoc, i QR code in realtà aumentata e la visualizzazione stereo-immersiva del paesaggio archeologico
Oggi come allora, immersi nell’architettura dell’antica Regium Lepidi, quando i romani ne percorrevano le strade in toga e calzari: un’esperienza senza precedenti, che dal 30 maggio diventerà possibile all’interno del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, dove un museo virtuale permanente, primo al mondo nel suo genere, consentirà una full immersion nella città antica grazie a sofisticate apparecchiature all’avanguardia a livello mondiale.

È un progetto culturale destinato a valorizzare ulteriormente Reggio Emilia e a porla sempre più in prima linea per capacità di innovazione: ribattezzato ‘Regium@Lepidi-Project 2200′, il progetto è stato elaborato e gestito dal professor Maurizio Forte della  Duke University di Duhram (North Carolina – USA) e promosso da Lions Club Reggio Emilia Host “Città del Tricolore” con il sostegno, quale main sponsor, di Credito Emiliano S.p.a. con la collaborazione del Comune di Reggio Emilia – Musei civici e della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna.
Si tratta di un lavoro articolato, che oltre alla realizzazione del museo virtuale ha previsto uno studio approfondito del patrimonio archeologico di età romana presente a Reggio Emilia, poi trasposto in digitale, che sarà illustrato nel convegno archeologico internazionale “Archeologie a confronto per la ricostruzione della città Romana” .
Il convegno si terrà  a Reggio Emilia, nell’auditorium del Credem (via Emilia San Pietro n. 4), il 30 maggio, dalle 9 alle 17.

IL CONVEGNO E L’APERTURA DELL’INSTALLAZIONE ALLA CITTÀ – Il convegno internazionale ‘Archeologie a confronto per la ricostruzione della città Romana’ (il 30 maggio dalle 9 alle 17 nell’Auditorium del Credem di via Emilia San Pietro, 4) sarà articolato in due sessioni di lavori. La prima sarà dedicata alle frontiere più avanzate delle applicazioni della digitalizzazione all’archeologia e vedrà la partecipazione dei maggiori esperti e ricercatori del settore a livello internazionale. Dopo l’introduzione di Mary Boatwright (Duke University) e di Vito Pellegrino (Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore), interverranno Marco Minoja (Soprintendenza Archeologica della Sardegna) che si occuperà di Digital Monte Prama. Scansione e restituzione 3D delle sculture nuragiche da Monte Prama, Cabras, Oristano; prenderanno poi la parola Maurizio Forte (Duke University, USA) con Archeologie e Virtualità nel Progetto Regium@Lepidi – Project 2200; Nevio Danelon (Duke University, USA) con Regium@Lepidi – Project 2200: Metodologie integrate di archeologia digitale; Antonella Guidazzoli (Cineca, Bologna) con Applicazioni Open Virtual Heritage da strumenti di ricerca a spazi virtuali partecipativi. Eva Pietroni (Cnr-Itabc, Roma) affronterà il tema Il Museo della Valle del Tevere: dalla documentazione alla ricostruzione tridimensionale, a un nuovo approccio narrativo che combina realtà virtuale, tecniche cinematografiche e interazione naturale; Francesco Antinucci (Cnr-Istc, Roma) parlerà del Museo Virtuale 17 anni dopo e  Vittorio Gallese (Università di Parma) chiuderà la sessione del mattino con Il corpo, lo spazio, gli oggetti e il cervello. Lo spazio archeologico “dall’interno”.

La seconda parte del convegno farà il punto sugli studi e le ricerche riguardanti l’antica Regium Lepidi con i contributi di Mauro Cremaschi (Università di Milano) su La città e il torrente Crostolo: geomorfologia e geoarcheologia del sottosuolo di Reggio Emilia; Luigi Malnati (Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna) su Archeologia a Reggio Emilia a cavallo del 2000: esperienze a confronto; Alessia Morigi (Università di Parma),  Roberto Macellari (Musei civici di Reggio Emilia) e S. Bergamini (Università di Parma) su La città invisibile. Per la carta archeologica e la forma urbana di Regium Lepidi; Enzo Lippolis (Università La Sapienza, Roma) su Regium Lepidi nello sviluppo urbano nell’Italia romana; Mary T.Boatwright (Duke University, USA) su Immaginare Regium Lepidi storicamente: esempi e contesti di un municipio Romano in Nord Italia; Marco Podini (Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna) su Regium, Forum Lepidi, Regium Lepidi, Lepidoregio: storia e trasformazioni di una città alla luce dei dati archeologici.
Inoltre l’esibizione della Legio I Italica alle ore 15.30 animerà  piazza Martiri del 7 luglio. Circa venti legionari illustreranno le tecniche e le strategie militari e la vita quotidiana nell’esercito romano (per esempio l’uso delle tavolette cerate su cui si scriveva all’epoca) oltre a mostrare gli equipaggiamenti che avranno addosso. La  Legio I Italica  si esibirà anche nella dimostrazione di manovre militari.

Alle ore 17.30 nel Palazzo dei Musei (via Spallanzani 1) il museo virtuale spalancherà finalmente le porte alla città, rendendone di nuovo fruibile lo splendido patrimonio archeologico, per la maggior parte occultato dal moderno tessuto urbano.
Unico al mondo, il Regium@Lepidi-Project 2200 è diventato realtà grazie all’apporto della Duke University ed in particolare del professor Maurizio Forte, reggiano d’origine e docente del prestigioso ateneo statunitense, nonché noto studioso nel campo della cosiddetta virtual archeology.

IL DNA DELLA REGGIO ODIERNA: IL PIANO URBANISTICO ROMANO – In Europa è il primo museo virtuale con questa impostazione concepito all’interno delle attuali collezioni archeologiche, con un approccio particolarmente stimolante perché crea un forte rapporto fra gli oggetti del museo, la collezione reale, il suo invisibile contesto storico (la città, intangibile) e le nuove percezioni dei manufatti che derivano dalla dimensione virtuale.
Lo scopo finale di questa nuova narrazione digitale è aprire nuove e diverse prospettive nell’immaginazione virtuale della città piuttosto che scegliere una ricostruzione indiscutibile. La ricerca basata su dati pubblicati e d’archivio ha prodotto nuove interpretazioni sul tessuto urbano. In particolare è risultato evidente come in età imperiale fra primo e secondo secolo dopo Cristo l’impianto urbano si sia evoluto in modo sontuoso con edifici di pregio e con una certa ostentazione dell’arredo architettonico che ha coinciso con un periodo di prosperità economica. Lo sviluppo attuale della città di Reggio Emilia è stato profondamente influenzato dall’originale piano urbanistico romano. “È una sorta di DNA architettonico e urbano”, spiega il professor Maurizio Forte.

LE INSTALLAZIONI – L’allestimento all’interno della “Sala dei mosaici” del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia consentirà al visitatore la visione in 3D di una ricostruzione digitale di Regium Lepidi e la navigazione immersiva, sempre in 3D, al suo interno. Il percorso del museo virtuale si articola in diverse installazioni virtuali che utilizzano tecnologie innovative per la prima volta presentate al grande pubblico come i caschi immersivi OculusRift, le postazioni olografiche di Z-space, le proiezioni 3D di Dreamoc, i QR code in realtà aumentata e la visualizzazione stereo-immersiva del paesaggio archeologico.
Il Palazzo dei Musei verrà così arricchito di qualcosa che, ad oggi, è unico nel suo genere. Sarà pertanto il primo in Europa a poter vantare un allestimento di questo tipo.

22° CENTENARIO DEL MOMENTO FONDATIVO DELLA CITTÀ DI REGIUM LEPIDI – Il progetto Regium@Lepidi- Project 2200  è stato realizzato nel triennio 2013 (il 18 maggio di due anni fa si è infatti tenuta la conferenza inaugurale) – 2015, in coerenza cioè con la forbice temporale 187 – 185 a.C., nel ventiduesimo centenario di quello che viene convenzionalmente considerato il momento fondativo della città romana di Regium Lepidi.
Tre anni scanditi da diversi eventi: dibattiti pubblici, rilievi di un’equipe della Duke University nella sede del Credito Emiliano, conferenze, fino al coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie della città con un concorso letterario (la premiazione degli studenti più meritevoli avverrà proprio in concomitanza con l’inaugurazione del museo virtuale).
Il progetto esecutivo, avviato nel 2014, ha trovato la piena approvazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, è stato elaborato in pieno accordo con l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia.
Il Regium@Lepidi- Project 2200 si avvale della collaborazione delle massime autorità scientifiche in ambito archeologico, sia in senso tradizionale che con riferimento alle più moderne applicazioni digitali alla ricerca archeologica e ai beni culturali in generale. Del Comitato scientifico fanno parte oltre a  Maurizio Forte, che coordina il progetto (Duke University – Department of Classical and visual studies, USA),  Carla Antonaccio e Mary Boatwright (Duke University – Department of Classical studies, USA), Gianluca Bottazzi (Università di Parma), Mauro Cremaschi (Università di Milano – Dipartimento Scienze della Terra), Antonella Guidazzoli (Computer graphics Apps, CINECA, Bologna), Roberto Macellari (Musei Civici Reggio Emilia), Luigi Malnati (Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna), Alessia Morigi (Università di Parma – Dipartimento di Antichistica, lingue, educazione filosofia – A.L.E.F.) e Marco Podini (Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna).

Legio Italica

18 May 2015 -

Consegna di un Defibrillatore in memoria di Luciano e Giancarlo

04 May 2015 -

Dal Resto del Carlino del 23-02-2015

24 February 2015 -

24 February 2015 -

Da La Gazzetta di Reggio del 27-2-2014

03 March 2014 -

Articoletto su Gazzetta di Reggio del 16-9-2013 inerente il meeting

21 September 2013 -

Ancora su Regium@Lepidi Project del 30-6-2013

01 July 2013 -

Presentazione del Regium@Lepidi Project 2200

20 May 2013 -

Dalla Gazzetta di Reggio del 18 Aprile 2013

20 April 2013 -

Regium@Lepidi da La gazzetta di Reggio del 04/04/2013

04 April 2013 -

Regium@Lepidi da Prima Pagina del 04/04/2013

04 April 2013 -

Legium@Lepidi Project 2200 il Resto del Carlino 4-4-2013

04 April 2013 -

Regium@Lepidi da Il Resto del Carlino del 04/04/2013

04 April 2013 -

Da Reggio Calabria: Donata in Prefettura la bandiera Tricolore pre-unitaria del 1797

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L'impegno dei Lions a fianco dei territori

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Service piantumazione Alberi c/o Comunita  Giovanni XIII di Don Artoni

22 April 2012 -

la Gazzetta di Reggio del 27 aprile 2009 pagina 13

27 April 2010 - Una copia del primo Tricolore alla nuova portaerei Cavour. Prima ancora di issare la bandiera da combattimento che le verr consegnata il prossimo 10 giugno a Civitavecchia dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la nuova portaerei Cavour della Marina militare italiana ha ricevuto, nel porto di Muggiano (La Spezia), una copia del primo Tricolore. A consegnare il vessillo al comandante dellammiraglia della flotta italiana, capitano di vascello Gianluigi Reversi, sono stati, su mandato del sindaco Delrio, il capitano Giancarlo Casoli, presidente della sezione reggiana dellAnmi Andrea Assali e il presidente del Lions club Reggio Emilia Host Alberto Menozzi. Alla significativa cerimonia hanno presenziato 159 nostri concittadini rappresentanti delle due associazioni promotrici delliniziativa che hanno ricevuto il Ben imbarcati sulla splendida nave, la pi grande costruita dalla Marina italiana nel dopoguerra. Misura 255 metri per 40 di larghezza e 50 di altezza; accoglie 540 persone (una quarantina donne) e ad armatura completata ospiter 40 aerei a decollo verticale, 3 elicotteri, pi di 30 missili oltre a cannoni e mitragliatrici. Le sue 4 turbine a gas hanno una potenza di 140.000 cavalli. Questi ed altri particolari sono stati illustrati durante una visita al ponte di lancio ed a quello di comando, agli hangar e ad alcuni dei 14 piani che caratterizzano la gigantesca imbarcazione che comprende, fra laltro, una zona ospedaliera con due sale operatorie e strumentazioni diagnostiche dassoluta avanguardia. Alla consegna ha presenziato anche il presidente reggiano del Nastro Azzurro, il pluridecorato Giuseppe Ronchetti, che ha consegnato al responsabile della sezione aerea David Fossati un crest riguardante il Re 2000, il primo aereo italiano omologato per la Marina. La costruzione della Cavour iniziata nel 2001. http://ricerca.gelocal.it/gazzettadireggio/archivio/gazzettadireggio/2009/04/27/EC5PO_EC503.html?ref=search

la Gazzetta di Reggio del 13 dicembre 2009, pagina 33

13 December 2009 - Il paese si mobilita per i bimbi derubati. CAMPEGINE. Un atto criminoso ha originato un gesto damore. Tutto nato dal furto consumato nella scuola materna parrocchiale di via IV Novembre. Poche notti fa i ladri hanno rubato i regali, dolci e giocattoli, per Santa Lucia, e i premi destinati a una tombolata gigante. Infranta una finestra delledificio hanno forzato nei cassetti e rovistato negli armadi andandosene con ci che hanno trovato. Vale a dire un decoder per il digitale terrestre, un radioregistratore, un lettore Mp3 e i sacchetti con i dolciumi e gli omaggi destinati ai quasi cento bambini che frequentano il nido e la scuola materna. Il disappunto del parrocco don Jacek e la rabbia delle sette insegnanti e dei genitori, non sono passati inosservati e da ogni dove sono arrivati tanti affettuosi messaggi: Ci pensiamo noi. La mobilitazione ha visto tempestivamente attivarsi il Lions Host di Reggio che ha preparato mille sorprese per i piccoli allievi. Il presidente Francesco Spallanzani e la signora Alessia, insieme ad alcuni soci, consegneranno oggi un centinaio di lunghe calze contenenti dolciumi e giocattoli oltre a pupazzi di pelouche, gourmiti e palloni. Cancellando in tal modo le conseguenze del furto e regalando un sorriso ai pi piccini. Ma anche dal paese sono arrivate numerose testimonianze di generosa solidariet. Commercianti, privati, genitori hanno fatto dono di oggetti, dolci, denaro. Ieri, in un messaggio pubblico, bambini, bambine e personale della scuola hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno concretamente testimoniato la diretta partecipazione. Cos che oggi, alle 16.30, nel salone parrocchiale di Caprara si potr celebrare la Festa di Santa Lucia. Grazie di cuore - scrivono le insegnanti - e auguriamo a tutti (ladri compresi) un Santo Natale di pace.

http://ricerca.gelocal.it/gazzettadireggio/archivio/gazzettadireggio/2009/12/13/EP4PO_EP404.html

22 October 2009 - L'informazione dedica all'inaugurazione dell'acquedotto in Madagascar, interamente realizzato con fondi del nostro Distretto 108Tb, una pagina intera dell'edizione odierna del quotidiano. L'articolo riprende in parte il testo mandato dal nostro Salvatore Vera, rielaborandolo opportunamente ed arricchendolo con le immagini inviate dal nostro Addetto Stampa

la Gazzetta di Reggio del 23 gennaio 2010, pagina 16

23 January 2009 - Il tricolore verso Haiti la Gazzetta di Reggio 23 gennaio 2010 pagina 16 sezione: CRONACA Sulla portaerei Cavour, diretta ad Haiti, c un pezzo di Reggio. C il vessillo tricolore della Repubblica Cispadana donato la scorsa primavera da una delegazione di nostri concittadini a nome del Lions Club Host e della sezione reggiana dei Marinai dItalia. Inoltre, c il messaggio inviato dal presidente dello stesso Lions, Francesco Spallanzani, al comandante capitano di vascello Gianluigi Reversi che dice: V Nave Cavour, v! Ti sia propizio il mare, ti sia propizio il cielo. Con lammirata potenza delle tue strutture porta anche il cuore dei Lions reggiani nel generoso soccorso che esalta lumana solidariet dellItalia intera. V, Nave Cavour. Messaggio che ha ricevuto questa risposta dal comandante: Nave Cavour tutta ringrazia, orgogliosa rappresentare lItalia in questa missione. Cui si aggiunto il ministro Ignazio La Russa: Caro Presidente, ho apprezzato il messaggio che ha voluto inviare al Comandante della portaerei Cavour in partenza per la missione umanitaria ad Haiti. Con tale gesto i Lions reggiani rinsaldano quei sentimenti di vicinanza e affetto alla portaerei e al suo equipaggio gi dimostrato con il dono della copia del primo Tricolore. http://ricerca.gelocal.it/gazzettadireggio/archivio/gazzettadireggio/2010/01/23/EC5PO_EC504.html

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