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Discorso del presidente Avv. Vito Pellegrino nel corso della serata di apertura

Saturday 20 October 2012 -

Rinnovo il saluto e il benvenuto alle Autorità presenti, a tutti gli ospiti e a tutti gli intervenuti.

Cari Amici, spero di non abusare troppo della vostra pazienza utilizzando qualche minuto del nostro conviviale per darvi conto delle emozioni che ho provato nelle scorse settimane e che provo anche qui, oggi, davanti a tutti Voi.

Quest’anno ci ritroviamo insieme, per l’Apertura del 58° anno sociale del nostro sodalizio, con un certo ritardo rispetto alle nostre consolidate consuetudini. Ma ciò è avvenuto, per così dire, non per una sorta di pigrizia organizzativa, ma per il fatto che il nostro Club ha inteso rispondere con entusiasmo all’invito del Club gemello Clermont Ferrand Doyen a concelebrare il 60° anniversario della sua fondazione.

Un folto gruppo di noi, con la partecipazione di Presidente, Vice Presidente, di quella, essenziale, del nostro Past Governatore Giovanni Marzi, nonché di alcuni Soci e delle loro gentili consorti, si è recato in Francia dal 4 al 7 di ottobre, vivendovi, peraltro, giornate di intensa emozione per la meravigliosa accoglienza di cui è stato oggetto.

Credo possa costituire un viatico beneaugurante per l’annata che verrà manifestarvi quello che ho provato nel momento culminante del nostro soggiorno in Francia.

Il 6 ottobre l’intero Lions Club Clermont Ferrand Doyen e la nostra delegazione si sono ritrovati, in una splendida giornata di sole, sulla vetta del Puy de Dome, fra i suggestivi resti del tempio celtico-romano dedicato al Dio Mercurio. In quel luogo così evocativo e quasi mistico i due Clubs hanno rinnovato solennemente il patto di gemellaggio proprio lì contratto 52 anni prima, e lo hanno fatto con le medesime parole pronunciate allora. Ebbene, in quel momento, tra me e me ho pensato: coloro che, ben 52 anni prima, erano stati lì al mio e al nostro posto probabilmente avevano avuto un sogno. Il sogno che la loro amicizia sarebbe sopravvissuta nel tempo e che, chissà, un giorno o l’altro loro stessi o i loro successori si sarebbero lì ritrovati. Quella cosa stava avvenendo in quel momento!

E così ho immaginato che il Dio Mercurio, che, guarda caso, è proprio il Dio portatore dei sogni, li avesse esauditi. Quegli uomini, i fondatori del nostro Club, avevano realizzato il loro sogno. E del loro sogno più grande oggi, qui, noi tutti, siamo gli interpreti!

Dall’embrione concepito nel lontano 1954 è nato e cresciuto un Club che negli anni è riuscito a mantenere intatte la sua identità e le sue peculiarità, da cui sono germogliati altri 13 Club, e che ha saputo segnare con la sua costante presenza e il suo servizio la storia della nostra città.

Ma devo anche dirvi che il ritardo nella nostra Apertura, cui accennavo all’inizio, è stato utile anche per un’altra ragione. Ha consentito a me, quale vostro presidente, di rispondere a numerosi inviti alle serate di Apertura di Lions Club della nostra Circoscrizione e non – ne ringrazio i Presidenti, e le gentili Consorti, qui presenti,  per avermi dato l’opportunità di partecipare alle loro riuscitissime serate.

Ebbene, in quelle serate ho così potuto ricevere, prima ancora di stasera, una rivitalizzante iniezione di energia lionistica, e prendere diretta coscienza di quanto siano vive, anche al di fuori del nostro Club, la passione per il lionismo e la volontà di perseguire il benessere di ogni singolo Club.

Ho potuto apprezzare, in tutte quelle serate, l’orgoglio dell’appartenenza e l’amicizia che anima ogni singolo Club. E questo, indirettamente, ha rafforzato a dismisura l’orgoglio che io stesso provo nell’appartenere, e per quest’anno averne l’onore della presidenza, al Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore.

Questi anni che abbiamo trascorso insieme, cari Amici, le tante occasioni in cui abbiamo sperimentato la nostra reciproca amicizia, l’entusiasmo che abbiamo profuso e il sostegno che abbiamo dato e ricevuto nelle tante iniziative promosse, mi fanno affermare che il Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore ben può essere definito una grande famiglia – che si inserisce nella più vasta famiglia del lionismo che è qui oggi così ben rappresentata – una famiglia che, proprio in quanto tale, porta con sé un passato incancellabile e un futuro pieno di speranza da costruire.

E’ una famiglia particolare, quella del nostro Club, una di quelle belle e nobili famiglie con valori e fecondità. Una famiglia al cui blasone ho quindi ritenuto giusto, per questa annata, apporre un motto forse un po’ aulico, ma che, a mio parere, è tale da sintetizzare perfettamente lo spirito del Lions. Il motto è “virtute excellere”.

Perché un motto latino? Perché a volte il latino evoca significati più profondi di quanto non riesca a fare la lingua italiana. La virtus latina, come l’aretè greca, è la disposizione d'animo volta al bene; la capacità di un uomo di eccellere in qualcosa, di compiere un certo atto in maniera ottimale, di essere virtuoso come "modo perfetto d'essere”.      

Cos’è dunque il lionismo, se non il tentativo di eccellere nel proporsi il bene del prossimo?

Questa parola “eccellenza” che a volte si ha il timore di pronunciare, per pudore. Ebbene io, quando parlo di lionismo, e quando mi immedesimo nel lionismo, ho bandito da me stesso ogni forma di pudore! Se divenire ed essere Lions vuol dire tentare di eccellere nella virtù come sopra intesa, ebbene io vi dico: ben venga definirci, e soprattutto sentirci, eccellenze nella nostra comunità!

Non voglio eccessivamente tediarvi nell’esporre quello che, nel concreto, cercheremo di fare in questa annata, ma vi assicuro che ogni minuto che dedicherò al Lions come Presidente – e comunque come Lion – nei mesi che ci separano dal 30 giugno del prossimo anno sarà volto ad un unico obiettivo, che in realtà tutti gli altri racchiude: perseguire il massimo dell’eccellenza nell’organizzazione di ogni evento che proporremo, nei service che andremo ad attuare e nelle occasioni in cui ci ritroveremo insieme, sia che si tratti di meetings, o di conviviali, o di gite, cercando di affrontare con decisione, o magari di aggirare, e comunque senza lasciarci scoraggiare, i limiti, finanziari e non, che inevitabilmente troveremo sul nostro cammino. Questo è il mio fermo proposito, un proposito che sono certo di poter concretizzare con la collaborazione di tutti Voi, di tutti gli Officers e di tutti i Past Presidenti che già hanno affrontato le medesime problematiche con risultati apprezzabilissimi, andando a ritroso a partire dal nostro immediato Past Presidente Luciano Prampolini, che ringrazio ancora per il servizio reso al Club nella trascorsa annata e che ancora è attivo e prodigo di consigli nei miei confronti.

In sintesi, l’attività di service che si propone il nostro Club avrà più direttrici:

Il club è da tempo attivo per individuare il modo migliore onde contribuire alla soluzione delle problematiche connesse al post terremoto. In proposito devo dire che il Club ha a propria disposizione discrete risorse finanziarie, anche in virtù dell’operosa e oculata  gestione del nostro Past Presidente. Attualmente l’attenzione è rivolta ad individuare un obiettivo che possa esaltare non solo le risorse  economiche che andremo ad investire ma anche le competenze tecniche di eccellenza che il nostro Club è in grado di mettere in campo.

Sono inoltre personalmente entusiasta del fatto che è in corso di elaborazione il cosiddetto progetto “regium@lepidi”, progetto che si propone, in prospettiva, di realizzare una ricostruzione digitale virtuale della Reggio romana del I° secolo d.c. , cioè del periodo di massimo fulgore, in senso relativo, della nostra città nella sua storia. Progetto che è stato possibile concepire attraverso il coinvolgimento, gratuito e disinteressato, della Duke University della Carolina del Nord e, soprattutto, per l’entusiasmo del Prof. Maurizio Forte, reggiano, full professor di Archeologia Romana presso tale prestigiosa Università americana. Il progetto è portato avanti in sinergia con l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, la quale ha già espresso la volontà di collaborare con noi, in quanto il progetto in questione appare quale logica prosecuzione di recenti iniziative della stessa Amministrazione volte a valorizzare il rilevantissimo patrimonio archeologico, in particolare di mosaici di epoca romana, presente nella nostra città.

Il nostro Club ha inoltre in cantiere altre iniziative e non mancherà di porre la propria attenzione agli stimoli provenienti dal Presidente Internazionale, il quale, per quest’anno, ha invitato i Lions di tutto il mondo a contribuire alla lotta all’analfabetismo.  

Ma quel che oggi prevale in me è il desiderio lasciarmi coinvolgere, e tentare di coinvolgervi, dal sentimento e dall’orgoglio di essere Lions. Per questo ho pensato di proporre agli intervenuti, Autorità e Amici Lions e non Lions, un breve riassunto della storia del nostro Club, a beneficio di chi, come me, tanti avvenimenti non ha potuto vivere personalmente e di chi, invece, forse con un po’ di commozione, di tali avvenimenti è stato protagonista. Sarà un breve percorso di emozioni che inizia il 10 Novembre 1954 con la ufficiale costituzione del Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore.  

Grazie e buona visione.

 

 

 

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