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Lettera report del Presidente circa la visita a Clermont Ferrand

Thursday 11 October 2012 -

LIONS CLUB REGGIO EMILIA  HOST

Città del Tricolore”

 

Il Presidente

 

 

 

              Reggio Emilia, 11/10/2012

 

Cari Amici,

 

 

come tutti sapete la delegazione del Club è appena ritornata dalla visita presso gli Amici del Lions Club Clermont Ferrand Doyen. E’ stata, per tutti coloro che hanno partecipato, un’esperienza veramente intensa e ricca di emozioni. Vorrei, pertanto, relazionarVi su quanto è avvenuto durante quattro giorni in cui veramente abbiamo potuto sperimentare sulla nostra pelle cosa voglia dire essere oggetto di un’attenzione informata al più autentico spirito di amicizia lionistica.

 

Partita di buon mattino con il sole (le fosche previsioni meteo sono state smentite clamorosamente in tutti i quattro giorni della nostra permanenza in Francia) la nostra piccola colonna di tre auto ha fatto sosta per un frugale, ma simpatico, pranzo nel centro di Chambery. Giunti a destinazione verso le 18.30 abbiamo inaspettatamente trovato ad attenderci la quasi totalità dei Soci del Lions Club Clermont Ferrand Doyen e del locale Leo Club.

 

Il tempo di sistemarci nelle nostre camere ed ecco che la serata si è disvelata pressoché di gala: microfoni, discorsi, saluti reciproci e, dulcis in fundo, il rituale di proclamazione di un nuovo Socio del Lions Club Clermont Ferrand Doyen, con l’apposizione della pin in contemporanea (circostanza più unica che rara) da parte dei Presidenti di due Club gemellati. Durante la cena altro momento di sorprese con i festeggiamenti organizzati dagli Amici francesi per il sottoscritto (evidentemente qualche uccellino li aveva avvertiti precedentemente che il mio compleanno cadeva proprio quel giorno…).

 

La mattina dopo, unitamente a pressoché tutti gli Amici francesi e con l’ausilio di una guida italiana reperita ad hoc, ecco il nostro baldo gruppo partire per la prima impegnativa giornata equipaggiato di una buona scorta di curiosità.

 

Abbiamo così visitato e apprezzato il centro storico di Clermont, con la sua bellissima cattedrale gotica, terminando la mattinata in un ristorante panoramico posto sulla sommità del megastadio del rugby della città. La squadra di Clermont Ferrand, in ambito rugbistico, è paragonabile alla nostra Juventus non solo per il blasone, ma anche e soprattutto perché legata ad una grande azienda identificativa della città stessa quale è la Michelin. Non poteva perciò mancare, nel pomeriggio, la visita all’interessantissimo museo Michelin posto proprio accanto allo stadio. E’ stata l’occasione per rivisitare, attraverso originali allestimenti, una storia aziendale, e non solo, che risale agli ultimi decenni dell’Ottocento.

 

Tornati in Hotel abbiamo ancora una volta condiviso la cena con gli Amici francesi, rallegrandoli assai per la presenza sul buffet della forma di parmigiano-reaggiano da noi offerta. Ci siamo quindi recati presso un vicino teatro dove abbiamo assistito, alla presenza di svariate autorità della città e di molti Lions di altri Clubs, ad un gradevolissimo concerto “dixieland”. Abbiamo lì appreso che l’evento era stato organizzato dal Lions Club Clermont Ferrand Doyen al fine di recuperare fondi per una campagna di aiuti a bambini africani affetti da gravi patologie. Solo un accenno al fatto che il nostro gruppo è stato fatto accomodare, nell’occasione, nei massimi posti d’onore del teatro.

 

Il terzo giorno è stato quello che senz’altro ci ha riservato le maggiori emozioni.

 

Il nostro nutrito gruppo lionistico (eravamo all’incirca una quarantina) si è trasferito in pullman alle pendici del Puy de Dome. Con un modernissimo treno a cremagliera siamo saliti sulla cima dove, sotto un sole mai così luminoso ed avvolti da un’atmosfera resa ancor più tersa dal vento di quota, ci siamo raccolti sulle rovine gallo-romane del tempio di Mercurio. Lì si è svolta la cerimonia del rinnovo del gemellaggio fra i nostri Clubs.

 

I due Presidenti, i Past Governatori Giovanni Marzi e Marc Baumont e tutti i Lions presenti hanno così, solennemente, rinnovato il giuramento che unisce i Clubs con le stesse parole che 52 anni prima furono pronunciate dai nostri predecessori nel medesimo luogo. Alla commozione del momento è seguita l’allegria di ripetuti brindisi a base di Champagne (organizzatissimi in materia gli amici francesi con i loro capienti frigobar!).

 

La comitiva è quindi ripartita per un bellissimo tour panoramico dell’Auvergne che si è concluso in un una trattoria con incantevole vista su uno dei tanti laghi vulcanici della regione. Il tour è poi proseguito con la visita della famosa chiesa romanica di St. Nectaire.          

 

Alla presenza del sindaco di Clermont Ferrand la serata di gala ha vissuto un klimax ascendente di emozioni. Nella curatissima cornice art déco di quello che il sindaco stesso ha definito il migliore ristorante della città, si sono ascoltati in successione l’inno di Mameli e la Marsigliese cantati insieme da italiani e francesi. Dipoi i Presidenti hanno onorato l’uditorio con i loro reciproci ringraziamenti e saluti. Il clou è stato raggiunto con le parole del nostro Past Governatore Giovanni Marzi, soprattutto quando, in perfetto francese, ha rievocato, con la sua ben nota e toccante oratoria, i suoi trascorsi di fraterna amicizia con tanti amici del Lions Club Clermont Ferrand che non sono più. Al termine del suo discorso, in un moto spontaneo, tutti i presenti si sono alzati in piedi e con un prolungato applauso lo hanno accompagnato nel suo ritorno al proprio posto. 

 

La mattina della nostra partenza gli Amici francesi hanno voluto essere presenti numerosi per un ultimo saluto, dandoci un ennesimo segno della loro attenzione.

 

Cari Amici, spero di averVi potuto trasmettere anche solo una piccola parte di quella sensazione di amicizia, condivisione, se non addirittura affetto, che in tutti noi è rimasta dopo aver trascorso quei quattro giorni con i nostri Amici francesi. Auspico che ognuno di Voi, in future occasioni, abbia l’opportunità di sperimentare quanto a noi è stato concesso.   

 

A tutti un caro saluto.

 

                                                                                  Vito Alessandro Pellegrino

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  

 

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