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Gigi carissimo...

Monday 16 March 2009 -

Gigi carissimo,

non mi ha mai sfiorato l’idea di dover comporre parole su parole, come queste che ora incombono sul mio tristissimo presente. E’ vero, i sentimenti hanno un loro speciale linguaggio che prescinde da specifiche definizioni: sono sentimenti e basta. Ma è anche vero che sulla base di quelli, ora relegati nella dorata teca dei ricordi, è forse possibile recuperare trame del nostro vissuto, recente o lontano che sia.

Mi par di riascoltare la tua voce, quando, senza mai superare il limite della discrezione e dell’etica professionale, mi raccontavi di penose vicende sofferte da povera gente a cui hai voluto assicurare (la tua sensibilità emergeva) tutto l’umano aiuto possibile. Questo voleva dire Amore solidale, Generosità. Non hai mai taciuto quando venivano attribuiti a Te pensieri o addirittura meriti in realtà pertinenti ad altri: era la tua Sincerità, che è stata sempre il tuo abito di ogni giorno, a manifestare totale limpidezza nei rapporti quotidiani intrattenuti con tante e diversissime persone. Il più umile cittadino come il più altolocato dei tuoi interlocutori hanno avuto la possibilità di apprezzare la signorile Serietà dei colloqui, professionali e non, intrattenuti con il Dott. Luigi Alpi.

 Un uomo del tuo calibro si trovò subito a suo agio aderendo nel 1954 a quel grande movimento che si andava allora affermando anche in Italia, l’International Association of Lions Clubs. Fu immediatamente chiaro l’Entusiasmo che hai saputo donare anche a coloro che si trovarono a dividere con te un associazionismo di nuova matrice in cui dovevano trionfare serietà, solidarietà, lealtà, altruismo, con gli impliciti doveri del buon cittadino verso la Patria, verso lo Stato. Avresti potuto essere stato proprio tu l’ideale estensore di quei princìpi sui quali poggia il nostro codice etico; nel tuo DNA c’è sempre stato tutto questo, ed altro ancora. Come non citare la tua convinta partecipazione ad esaltare il grande valore dell’amicizia? Come non ricordare quel primo Bollettino del Club? Uscì nel 1955 al tempo della tua prima presidenza: ne fosti il primo redattore, tenacemente puntuale, nei decenni che seguirono, a continuare l’opera intrapresa, con notarile diligenza e giornalistica soavità, fino al n° 548 relativo al mese di febbraio 2009. Si trattò di appuntamenti con il Club a cui non avresti mai voluto mancare. E non mancasti proprio mai! Sei stato premiato con il 100% di presenza continuativa per 53 anni: un ammirevole atto di fede del quale i tuoi amici sono e saranno sempre orgogliosi testimoni.

 I tuoi giorni li hai intensamente vissuti, anche quando (e forse assai di più) hai deciso di concludere l’attività notarile. Con maggiori frequenze hai diviso la tua vita tra Reggio, Montecchio e Roma, tre poli fondamentali della tua esistenza. A Reggio la famiglia, la casa, il lavoro, gli amici, il Lions Club, le evasioni culturali; a Montecchio la casa avita, che con ammirevole frequenza ricordavi nei sereni conversari con gli amici, spesso invitati a condividere, con le venerate memorie del passato, le raffinate prelibatezze di una tavola d’eccellenza, curata da Anna con straordinaria e competente perizia. E tu eri il primo ad esserne e a dimostrarti felice. Il terzo polo lo avevi fissato a Roma, la città che ti aveva dato i natali e dove avevi affermato con vera forza i valori di cui ti saresti reso messaggero nel corso degli anni a venire. Là avevi stabilito un tuo angolo di vita in cui ti ritiravi periodicamente, partecipando con Anna agli incontri con i parenti e alla scelta degli svaghi.

Numerose e allettanti potevano essere le prospettive; ma quali manifestazioni avrebbero potuto avere la forza di trattenerti, se a Reggio i soci del tuo Club si riunivano nel rispetto degli appuntamenti programmati? Dovevi ad ogni costo riprendere la via del ritorno, perché non volevi mancare al sacro dovere di partecipare al meeting, di raccogliere i dati salienti della serata per il Bollettino, anche con qualche personale commento. Quanti saranno al mondo i lions in grado di porsi come emuli tuoi? Lo so, non sei stato mai in cerca di graduatorie, ma i tuoi amici lo sanno bene, avendo sempre visto in te un punto sicuro di riferimento, ricco di quella forza interiore che nasce dalla conoscenza, nobilitata da sensibilità e cultura, arricchita da solido e illuminato Lionismo.

Amico carissimo, te ne sei andato in silenzio, pago di una Domenica serena vissuta in famiglia. Nel sonno della sera hai deposto ogni atomo di materia mentre ti incamminavi lungo l’invitante sentiero che conduce là dove non esiste più il tempo, dove i pensieri, come trame abbozzate di uno dei tuoi bei racconti, si proiettano nell’infinito dell’eternità. Giovanni

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